sabato 11 marzo 2023

Fenice o Phenix

Fenice o Phenix  

Fenice, uccello favoloso che gli Egizi avevano reso divinità. Lo dipingevano delle dimensioni di un'aquila, con una bella cresta sulla testa, le penne del collo dorate, le altre porporine, la coda bianca, mescolata con piume incarnate, e gli occhi brillanti come stelle. Quando vede avvicinarsi la sua fine, si costruisce un nido di legno e gomme aromatiche, che espone ai raggi del sole, e su cui si consuma. Dalla midolla delle sue ossa nasce un verme, da cui si forma un'altra Fenice. Il primo pensiero del figlio è quello di rendere onori funebri a suo padre; forma con la mirra una massa a forma di uovo, la svuota, vi deposita il corpo unto di mirra e porta questo prezioso fardello ad Eliopoli, nel tempio del Sole. È nelle deserti dell'Arabia che essa nasce, e si prolunga la sua vita fino a cinque, seicento anni. Sui monumenti antichi, è un simbolo comune dell'eternità e, sui moderni, della resurrezione. -


Figlio di Amyntor, re dei Dolopi in Epiro, falsamente accusato da una concubina di suo padre di aver attentato al suo onore, fu accecato, si esiliò volontariamente e venne a cercare rifugio a Ftia, presso Peleo, che lo accolse con gentilezza e lo fece governatore di suo figlio, dopo che Chirone gli aveva restituito la vista. Gli si attribuisce l'invenzione delle


Figlio di Agenore, non avendo trovato sua sorella Europa rapita da Giove, si stabilì in una regione delle coste orientali del Mediterraneo, alla quale diede il suo nome. -4. Capitano greco; uno di quelli a cui fu affidata, dopo la presa di Troia, la custodia dell'enorme bottino raccolto sotto i portici del tempio di Giunone.



mercoledì 8 marzo 2023

Epifania di Dioniso

 L'Epifania di Dioniso: Il 6 gennaio è il giorno dell'Epifania di Dioniso, non solo nella provincia romana d'Egitto, ma anche in gran parte del mondo greco-romano. Questa manifestazione annuale del dio greco si supponeva si svolgesse sull'isola di Andros, dove la divinità segnalava la sua presenza facendo scorrere del vino da una fonte a lui dedicata. Nel resto del Mediterraneo,  in questa data anche i laghi e i fiumi ricevevano la benedizione del dio. In Egitto, questa particolare credenza si manifestava con l'acqua del Nilo si trasformava in vino.


giovedì 16 febbraio 2023

il labirinto

il labirinto

Il LABIRINTO è un recinto pieno di boschi e di edifici disposti in modo tale che, una volta entrati, non si può trovare l'uscita. 

Alcuni di questi famosi labirinti. 

Il più antico, quello dell'Egitto, opera di dodici re, conteneva tremila appartamenti, metà dei quali erano sotterranei e l'altra metà sopra il suolo, e dodici palazzi in un'unica area; era costruito e coperto di marmo; c'era un'unica entrata, ma all'interno si trovava una moltitudine di strade tortuose. L'opinione comune al tempo di Plinio era che fosse un monumento dedicato al Sole. 

Il labirinto di Creta, costruito vicino a Cnosso  da Dedalo, sul modello di quello dell'Egitto, per imprigionare il Minotauro. Plinio menziona anche altri tre, a Lemno, a Samo e in Etruria.


sabato 11 febbraio 2023

figli del sole iperboreo - la primavera nordica dei Veneti - dei celti e...

presentazione del libro
Figli del sole iperboreo
la primavera nordica dei Veneti, dei celti e dei primi europei
Aurelio La Scala Marchesan

dalla quarta di copertina
Guardati bene da cultura imposta e cerca credenze; sono prigioni per la mente.
La storia viene scritta dai vincitori e le religioni creano dogmi contro la vera spiritualità delle origini, ma la verità non la conosce nessuno, o meglio, viene interpretata spesso in modo soggettivo.
Questo libro è una raccolta di studi personali, opinioni e notizie tratte da fonti biografiche ed esperienze di ricerca alternativa, fuori dagli schemi accademici, in tema controstorico e antibiblico; libero dal prepotente imporsi del sapere scolastico accettato come tale.
Rifiutando il modello artificioso-giudaico Cristiano, a cui si è piegata la cultura di massa, e le teorie 
antropologiche classiche, rivediamo la genesi delle genti europee dal mito degli iperborei, gli dei antenati venuti da settentrione. In particolar modo dei veneti e Dei Celti, quali popoli nativi della prima Europa, venuti da comuni antenati calati del nord nottetempo, di cui gli sconosciuti iperborei furono gli antichi padri, menzionati tra storici e intellettuali di ogni tempo.
 
nota:
Il mito degli iperborei è un antico racconto che risale alla mitologia greca. Questi eroi mitologici sono stati descritti come un popolo di esseri umani perfetti e immortali che abitavano in un luogo lontano e incontaminato situato al di là delle terre conosciute, al di là del vento boreale.

Gli iperborei erano famosi per la loro bellezza, saggezza e virtù, e venivano descritti come un popolo molto felice e pacifico. La loro vita era serena e priva di preoccupazioni, e si diceva che godessero di un'eterna giovinezza e salute perfette.

Questo mito ha influenzato molte culture diverse, inclusi Greci, Romani, Celti e Germani, e ognuno di essi ha sviluppato la propria versione del mito degli iperborei. per i Greci, gli iperborei erano associati con la divinità Apollo, che veniva considerato il loro protettore.

Per molti antichi pensatori, il mito degli iperborei rappresentava un'utopia, un luogo ideale dove la pace, la felicità e la perfezione erano presenti in abbondanza. Questo mito ha continuato a esercitare una forte attrazione sulla cultura e sulla letteratura a lungo dopo la fine dell'antichità, e il suo fascino persiste ancora oggi

venerdì 2 dicembre 2022

Gli dèi dell'Olimpo

Gli dèi dell'Olimpo

Storia di una sopravvivenza




Barbara Graziosi

Utet, Novara, 2015


Un giorno il tiranno di Siracusa convocò il poeta Simonide e gli domandò che cosa fosse un dio. Simonide richiese un giorno di tempo per pensarci. Trascorsi ormai diversi giorni, il tiranno pretese una risposta, ma il poeta ammise: "Più tempo passo a riflettere sulla questione, e più oscura mi sembra". Gli dèi di Simonide li conosciamo bene anche noi: il saggio Zeus e la gelosa Era, Ares il violento e la sensuale Afrodite, il dispettoso Ermes, la casta Artemide e tutte le altre divinità che dall'Olimpo incombevano sugli uomini. Eppure, la questione che era oscura per il poeta greco non è più semplice per noi: chi sono, davvero, gli dèi olimpici? Perché sono sopravvissuti a quel mondo che li venerava nei templi e cantava nei poemi? 

La giovane studiosa Barbara Graziosi parte da qui per una ricognizione storica, antropologica e culturale, che dall'antica Grecia, dove la religione e i suoi riti fecero da spina dorsale alla nascente democrazia, arriva fino a noi. 

Seguire le trasformazioni degli Olimpici nelle varie civiltà ed epoche che hanno attraversato significa leggere in trasparenza la storia del lascito culturale del mondo greco, che anche dopo la dissoluzione della potenza di Atene ha continuato a circolare e a ibridarsi con le culture di altri popoli sia verso Oriente (l'Egitto alessandrino ma anche i paesi arabi e l'Estremo Oriente) sia verso Occidente (L'impero romano ma anche, in seguito, il medioevo Cristiano e il Rinascimento, e persino il nuovo mondo).

Gli dei dovrebbero essere eterni per definizione, Eppure è difficile riconoscere nel giovane travestito da Monaco Cristiano, nascosto nell campanile fiorentino  di Giotto, i  tratti regali dello Zeus del Partenone. non solo: in questo viaggio nel tempo e nello spazio Graziosi ci mostra un’Artemide sotto forma di tronco di olivo, un Ermes stregone, una Apollo irochese... Dii fronte al mistero di questa persistenza, Lo studioso francese Bernard de Fontenelle, nel XVII secolo, aveva concluso che gli dei dell'Olimpo non sono divinità nè demoni, ma “semplici chimere, sogni a occhi aperti e assurdità”. In ogni caso, una cosa è certa:  di chimere, Sogni e assurdità gli esseri umani hanno bisogno da sempre, e sempre di più.


dalla quarta di copertina

È chiaro che gli dèi olimpici dovettero a fare sforzi immensi per sopravvivere al cristianesimo e all'islam. le loro state venivano distrutte, i loro tempi abbattuti e loro fedeli sedotti da altre, più virtuose visioni del Divino. lungi dal essere il fondamento della vita civile, erano diventati una rozza superstizione, buona ormai soltanto per solitari Pagani. Eppure, gli dei riuscirono incredibilmente a sopravvivere per filo a scomparsa dei propri fedeli. il fatto che abbiano continuato a suscitare interesse e congetture anche senza il sostegno di pratiche e credenze religiose è uno dei fenomeni più straordinari della storia della civiltà classica.


da pagina 192

La questione di come esattamente il dei babilonesi siano ricomparsi all'improvviso nel campo della Scienza araba e piuttosto di battuta, ma evidentemente certe arcaiche tradizioni locali erano sopravvissute, perché gli dei planetari arabi a volte assomigliano più ai loro antenati babilonesi che hai cugini greci. In alcune remote regioni mesopotamiche le popolazioni dovevano aver continuato a venerare e studiare le stelle, relativamente al riparo dalle influenze greche, romane, cristiane e islamiche.


 


lunedì 10 agosto 2020

Le riforme di Licurgo


Le riforme di Licurgo

(Licurgo) annullò il valore di ogni moneta d'oro e d'argento e stabilì che avessero corso solo quelle di ferro, disponendo che fossero di gran peso e di scarso valore, per cui, per la somma di 10 mine, occorreva gran spazio in una casa e per trasportarle un paio di buoi [...] (così) molte disuguaglianze fra i cittadini vennero evitate. Infatti chi avrebbe voluto rubare [...] un denaro che non era possibile nascondere [...] e nemmeno utile frazionare? Per questo trattò con l'aceto il ferro rovente, e lo rese inservibile per ogni altro uso.

Plutarco, Licurgo, 9, I-II sec. d.C.