giovedì 28 maggio 2020

La proclamazione della libertà della Grecia ai Giochi Istmici del 196 ac


La proclamazione della libertà della Grecia ai Giochi Istmici del 196 a.C.

"(I Greci) si erano [...] seduti per assistere ai giochi, quando un araldo, [...] imposto silenzio [...] pronuncia queste parole: «il senato romano e il generale Tito Quinzio, dopo aver vinto il re Filippo e i Macedoni, vogliono che i Corinzi, i Focesi, i Locresi tutti, l'isola di Eubea, i Magneti, i Tessali, i Perrebi, gli Achei Ftioti siano liberi, esenti da tributo e autonomi». [...] Udite le parole dell'araldo [...] si levò un applauso e un clamore tanto forte [...], che diede il senso del valore che quella folla attribuiva alla libertà. [...] L'entusiasmo dei Greci non si esaurì subito, ma si rinnovò per giorni [...]: dunque - dicevano- vi è sulla terra un popolo che, a sue spese e a suo rischio, combatte per la libertà degli altri, né si adopera solo a vantaggio di popoli vicini e confinanti, ma attraversa i mari, per impedire che in alcuna parte del mondo vi sia un dominio ingiusto, per far trionfare dunque il diritto e la legge!"

Livio, XXXIII, 32-33, I sec. a.C.- I sec. d.C.

giovedì 14 maggio 2020

Il labirinto di Cnosso


Il labirinto di Cnosso

Narra una leggenda che Dedalo costruì per il re di Cnosso Minosse un enorme e intricato labirinto, dove rinchiudere il Minotauro, un essere mezzo uomo e mezzo toro. Lo stesso Dedalo, imprigionato da Minosse nel labirinto, poté fuggire solo costruendosi ali di cera e volando via. Il mito del labirinto probabilmente nacque per le caratteristiche stesse dell'architettura palaziale di Creta. Infatti i suoi palazzi erano enormi complessi edilizi a più piani (Evans, l'archeologo che a partire dal 1900 portò alla luce il palazzo di Cnosso, calcolava che il palazzo e le case principali che sorgevano tutt'intorno potessero accogliere 12.000 abitanti), formati da un intricato sistema di stanze, cortili, scale, magazzini.

mercoledì 6 maggio 2020

Ottenere la salvezza eterna


Ottenere la salvezza eterna

Per assicurarsi la vita eterna oltre all'assolvimento dei riti, occorreva avere vissuto onestamente. Durante il Nuovo Regno in ogni tomba veniva deposto il Libro dei morti, che conteneva le formule che il defunto doveva recitare prima di essere giudicato; tra queste vi era anche una dichiarazione di onestà:

"Non ho commesso iniquità contro gli uomini. Non ho tollerato di vedere il male. Non ho bestemmiato dio. Non ho impoverito un misero. Non ho avvelenato, non ho fatto piangere, non ho ucciso. Non ho causato pena a nessuno [...] non ho falsificato il peso. Non ho tolto il latte dalla bocca degli infanti [...]".

venerdì 1 maggio 2020