lunedì 22 dicembre 2008

La Sfinge. L'ultima ricerca di una équipe inglese la testa fu rimodellata nel corso dei secoli

La Repubblica 15.12.08
La Sfinge. L'ultima ricerca di una équipe inglese la testa fu rimodellata nel corso dei secoli
Da leone a uomo così cambiò volto
Ma secondo l'archeologia ufficiale le nuove ipotesi non sono ancora suffragate da evidenze incontestabili
di Luigi Bignami

Due nuove ipotesi rilanciano il mistero della Sfinge di Giza. Nota da sempre per il suo volto umano e il corpo leonino e per essere stata costruita circa 4.500 anni fa, in realtà potrebbe essere stata modellata nella roccia almeno qualche secolo se non addirittura 1.500 anni prima, e il volto originario sarebbe stato quello di un leone. Questo sostiene un gruppo di ricercatori dopo aver eseguito accurati rilievi, durati diversi anni, sul corpo della più enigmatica delle sculture. Colin Reader della Manchester Ancient Egypt Society, uno dei geologi leader nella ricerca, sostiene che solo ipotizzando un´età di almeno un paio di secoli superiore si può spiegare l´erosione visibile sul corpo della Sfinge. In sostanza essa non fu realizzata subito dopo la costruzione delle Piramidi, ma prima, molto prima. «A sostegno della mia ipotesi vi è il fatto che nell´area di Giza sono stati trovati resti di palazzi che dimostrerebbero che vi era un´intensa attività umana di molto antecedente alla costruzione delle Piramidi», sostiene Reader.
L´ipotesi va a dar man forte a quella già proposta alcuni anni fa dal geologo Robert Schochdel College of General Studies di Boston, il quale però aveva ipotizzato che il monumento fosse molto più antico di quel che si pensava. Tesi avvalorata dal fatto che alcune forme di erosione presenti sul corpo del monumento potrebbero essere state prodotte solo da prolungati periodi di pioggia. E poiché l´ultimo periodo di forti precipitazioni in Egitto terminò tra il tardo quarto millennio avanti Cristo e l´inizio del terzo millennio a. C. secondo Schoch questo significava che la data di costruzione della Sfinge era da collocarsi tra il quinto e il quarto millennio a. C.. Tradotto: circa 1.500 anni prima della data considerata reale.
Accanto a Schoch e Reader un altro studioso, il geologo David Coxill, dipendente dal dipartimento nazionale britannico, è giunto recentemente a sostenere che la Sfinge è più vecchia di quanto ritenuto, anche se la sua ipotesi è più conservativa rispetto a quella di Schoch, in quanto spinge indietro nel tempo la nascita della Sfinge di soli due o tre secoli.
Reader comunque sostiene anche un´altra tesi controcorrente e cioè il fatto che il volto originario della Sfinge non fosse quello che possiamo osservare ai nostri giorni. «Esso - sostiene Reader - doveva essere quello di un leone». In realtà altri ricercatori sostengono l´ipotesi di Reader perché il corpo della Sfinge e la testa sono enormemente sproporzionati e questo non sarebbe stato di gradimento per un faraone. «Non ci sono dubbi che la testa originaria doveva essere del tutto diversa rispetto a quella che si osserva e questo per una questione di proporzioni», ha spiegato lo storico d´arte Jonathan Foyle che ha seguito i lavori di Reader. La statua è lunga 73 metri, mentre l´altezza massima della testa si aggira intorno ai 20 m. Fu Cheope, secondo Reader, a rimodellare il volto trasformandolo da leonino a sua immagine o come vogliono alcuni storici, il figlio di questi, Djedefra, a lui succeduto.
Il motivo per cui i più antichi egizi si impegnarono nel realizzare una simile opera scultorea stava nel fatto che il leone possedeva un simbolo di potenza superiore a quello del volto umano. E la possibilità di incontrare leoni nella piana di Giza era notevole, perché circa 5.000 anni fa il loro numero in quella località era certamente imponente.
Queste ipotesi comunque, pur suffragate da alcuni dati di valore, non sono, al momento, ritenute sufficientemente corpose da far cambiare l´età della Sfinge da parte dell´archeologia ufficiale. Quel che è certo è il fatto che una volta che la necropoli cui apparteneva fu abbandonata la Sfinge venne ricoperta dalla sabbia fino alle spalle. Venne completamente strappata al deserto solo nel 1886, grazie al lavoro finale di Gaston Maspero, e fu interamente visibile al pubblico a partire dal 1925.